Mi ricordo compagni verdi

Torno con un po’ di ritardo sulla discussa e criticatissima intervista di Bersani sulla Padania, giusto perchè ho voglia di prendermi qualche insulto. Bisognerebbe piantarla con quest’atteggiamento da vestali custodi della moralità politica o, anche peggio, dei duri e puri a tutti i costi. Sgombrato il campo dalle chiacchere da bar, la dura realtà è che non c’è Casini o Fini (meno che meno Vendola che manco è in Parlamento) che tenga. La Lega è l’unica forza parlamentare in grado di far cadere questo Governo. Ce la siamo menata per anni che B. facesse strame delle forme repubblicane ed ora, che l’unico fattore che lo tiene in piedi è appunto la formalità di avere ancora una maggioranza in Parlamento (perchè ce l’ha, cari miei, ed è pure probabile che cresca…), ce ne lamentiamo. Prodi teneva con meno parlamentari e noi si faceva tutti il tifo per lui (a parte quel genio di Veltroni, tanto amato da Repubblica…). Per realizzare tutte quelle bellissime cose che abbiamo in mente per il Rinascimento di questo sciagurato paese è previamente necessaria una banalissima conditio sine qua non: che finisca questa legislatura. E’ inutile sperare che un uomo del genere si dimetta per la pressione di piazze e giornali firmaioli, pronti, casomai, ad arrogarsene il merito ex-post. La caduta di B. deve essere soprattutto politica. Sarebbe molto pericoloso il contrario. Durante Tangentopoli la politica non seppe darsi un progetto alternativo allo sfascio e la conseguenza fu il ventennio del Ban(d)ana. Il Pd è l’architrave dell’opposizione parlamentare, piaccia o no, senza di lui non si combina nulla. Poi si potranno votare mille altri partiti e movimenti, pregare perchè la barca di D’Alema affondi nel Tirreno e gingillarsi con infiniti autodafè ed immacolate vocazioni testimoniali, ma il dato resta. Senza Pd non c’è alternativa. Bossi oggi ha confermato che il Governo va avanti se ha i numeri. Punto. Per togliere i numeri ci vuole la Lega. Ripunto. Ora, possiamo discutere se il federalismo ci piaccia o no e, se si, fatto come. Se Borghezio sia un nazista o Calderoli un subumano. Ma se vogliamo le elezioni, non possiamo sputare addosso all’unico soggetto politico in grado di determinarle (la Lega) ed all’unico in grado di offrirle una reale sponda (il Pd). Il Carroccio in questo passaggio politico è fondamentale e ricordargli continuamente che gli puzzano i piedi non è il miglior viatico per ottenere ciò che si vuole. Senza scomodare Machiavelli, direi che questa piccola ipocrisia si possa giustificare. Che poi c’è una bella differenza tra il proporre un’alleanza elettorale e governativa (circostanza, a quel che mi risulta, mai verficatasi) e prendere invece atto del dato incontestabile che la Lega esisterà anche dopo B. e che confrontarsi con loro sarà inevitabile per chiunque desideri davvero intavolare la Terza Repubblica. Bersani non piace molto ai movimenti ed ai quotidiani. Troppa poca narrazione… Ma fa politica e la politica è una cosa (anche) sporca. Qualcuno però deve pur farla. Altrimenti accontentiamoci di sorbirci la morale da quel grande statista di Casini e dal suo limpido terzismo clericalsiciliano…

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Informazioni su Il provocatore occidentale

Derubricatore
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15 risposte a Mi ricordo compagni verdi

  1. Italiano ha detto:

    Voi porci sinistrati siete pure disposti ad andare con i leghisti e sfasciare l’Italia pur di fare cadere il presidente. Ma Bossi è un uomo di parola e non tradirà come il vostro amico Fini. Bossi, a voi, vi schifa.
    Perchè gli interessi dell’elettorato leghista, dal piccolo imprenditore che non evade in Svizzera e che lavora anche alla domenica, al precario che vuole metter su famiglia ma non ce la fa, coincidono con quelli di Berlusconi!
    Che il PD lo votano solo i froci, gli impotenti e gli sfigati come te che scrivi.

  2. Caro Italiano, ti sbagli. Io non sono sfigato. Mai stato, davvero. Puoi chiedere in giro.

    • Lo Zio ha detto:

      Io lo posso confermare, il provocatore non è uno sfigato, davvero… Ottimo analista (soprattutto anal visto che a quanto si riferisce sopra i froci votano PD).
      Caro Provocatore ma come fai ad aprire un blog da neanche un mese e ad avere già tali aficionados?

      Sempre tuo,
      Lo Zio

  3. Ogre ha detto:

    Bravo Provocatore, finalmente un blogger che non si scandalizza se Bersani fa la corte agli unici che ci possono liberare di B.
    Oppure facciamo come Travaglio e quelli lì che sperano (dal 14 Dicembre speravano) in una destra liberale, dignitosa e meritocratica che con un sussulto d’orgoglio dopo 15 anni di Berlusconismo avrebbe abbattuto l’animale.
    La migliore destra in Italia, purtroppo, è la vomitevole Lega Nord con i grugniti della quale dobbiamo imparare a comunicare.

    • Junio ha detto:

      Sogno un federalismo alla Honecker,facciamo finta di essere nella Sassonia degli anni’70 e continuiamo pure a prenderci a sassate sui Maroni(bobo)……

  4. Nico ha detto:

    Secondo me è un esempio lampante di come l’antiberlusconismo ad oltranza senza un progetto politico (non dico un progetto politico serio, dico un progetto politico tout-court: nemmeno ci provano) porti a conseguenze aberranti. Sei davvero convinto che la Lega sia meglio di Berlusconi? Io temo proprio che siano perfino peggio, fanno leva su istinti ancora più bassi di quelli che solletica l’Imano e potenzialmente molto più pericolosi per la società. La forma migliore è che si dimettano tutti in massa come ha fatto quel senatore del PD, colto da tardiva nausea per il suo operato, e azzerino il panorama politico dell’opposizione. Fisicamente, ché politicamente non c’è più molto da azzerare.

    • Ogre ha detto:

      Di tutte le stronzate che sforna il quotidiano giudiziario di Bracardi e Travaglio (e che acquisto e leggo sempre volentieri) quella delle dimissioni in massa è assolutamente insuperabile.

      • Si, bell’idea. Poi l’Aventino aveva già funzionto così bene che mi pare giusto riprovare. Io proporrei invece la rinuncia in massa alla cittadinanza da parte di tutto il corpo elettorale.

      • Nico ha detto:

        È una stronzata, ma innocua. Dialogare con la Lega (a grugniti, appunto) pur di uscire da dove siamo ora è una stronzata pericolosa perché plausibile. Magari ci usciamo anche (e comunque no), ma con un marone ancora più grosso fra le balle. Poi cosa si fa, ci si allea con il partito nazista tedesco per liberarsi dalla lega?

      • Si continuano a confondere le elezioni con quello che serve per arrivarci: la crisi di governo. Bersani non propone di allearsi con la Lega, dice alla Lega: Molla la Bestia, che piano piano finirà per trascinarti nel fango. Poi andiamo alle elezioni, ognuno per la sua strada, ma con una nuova legge elettorale che ti garantisca la presenza in parlamento ed il dialogo su una forma di federalismo (concetto nient’affato estraneo alla cultura di sinistra) serio. Non si tratta di una novità, la Lega si presentò già sola alle urne e venne premiata. Il suo futuro nel post berlusconi è questo. Una forza autonomista locale che negozia di volta in volta le sue istanze con la coalizione vincente e di governo ( CIU in Catalogna). Il problema qui è un altro. Bossi (al contrario dei suoi colonelli che l’avrebbero già fatto) non può mollare B. perchè di mezzo ci sono firme, avvocati, notai, fideiussioni e molti dossier….

      • Nico ha detto:

        Ok, in questi termini è accettabile. Ma nel caso di nuove elezioni, senza un programma e senza la minima capacità di comunicazione e rinnovamento, vince di nuovo il vecchio porco. Posso scommetterci la pensione che mai avrò…

  5. Lo Zio ha detto:

    Caro Provocatore,

    nonchè Porco Sinistrato, come apostrofato dal tuo faceto commentatore, aspetto un tuo posto sull’ ennesima candidatura del un nuovo leader del popolo Sinistro.

    Con immutata stima,
    Lo Zio

    • Sul merito non discuto, per carità, all’orizzonte non si vedono certo molti Von Bismarck, e l’ormai popolare ‘effetto nemesi’ sarebbe senz’altro affascinante e forse anche efficace (anche se l’Italia, da buon paese cattolico, è ontologicamente maschilista, e spesso lo sono soprattutto le donne). Ma nel metodo e nella tempistica l’endorsement vendoliano, oltre che paraculo, mi pare abbia lo stesso valore delle indiscrezioni di calciomercato di tuttosport…

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