Radical Chic

Per quanto mi riguarda il menefreghismo non è un problema. Non mi dispiace che dilaghino l’astensionismo e l’abulia. In realtà sogno un mondo in cui a nessuno freghi nulla di nulla. Tranne che a me. Stanno tutti a strillare circa la pericolosa e sperimentata propensione italiota all’uomo forte, alla delega in bianco, quando in realtà la partecipazione parolaia alla vita pubblica in Italia è ancora troppo elevata. Troppe voci. Troppe opinioni. La sinistra poi, in particolare quella che si lecca le ferite sui blog, è insopportabile. Migliaia di sermoni quotidiani, così indipendenti, così infusi di libero arbitrio. Un monadismo onanistico che a destra non si vede. Stanno belli coperti, compatti ed allineati a combattere come un sol uomo. O, per lo meno, hanno sempre ben chiaro chi sia il nemico. Di qua, invece, una valle di profeti (in lacrime). Ecco, io do la colpa di questo sfacelo ai radicali. Negli ultimi quarant’anni hanno inoculato un virus di anarchia, individualismo e superbia che ha contagiato il corpaccione della vecchia cara, umile e monolitica sinistra dogmatica, finendo per stravolgerne per sempre i connotati. Per carità, non sia mai che ometta qui di ringraziare i radicali per le sacrosante battaglie di libertà condotte negli anni ’70. Ma già che ci sono ringrazio anche il temerario popolo greco per aver respinto la minaccia persiana tremila anni orsono. Insomma, se non si fosse capito, io i radicali non li sopporto. E’ più forte di me. Molte delle loro istanze mi appartengono, l’orizzonte è comune, perfino, a volte, il linguaggio. Ma c’è qualcosa che me li rende urticanti. Ed è un qualcosa di più profondo dell’astio, che pure provo, verso la pattuglia di debosciati, opportunisti, venditori di fumo (scarso), robottini e completi imbecilli che hanno contribuito a regalare alla nazione. Ciò nonostante, condivido questo. Anche per le ragioni esposte al principio, non potrei sopportare il senso di colpa per aver messo al mondo un altro grillo parlante. Sarà immaturità? Può darsi, ma d’altra parte gli uomini sono immaturi. E’ la nostra natura. Una donna che speri d’incontrare un uomo maturo è come un uomo che cerchi una donna senza mestruazioni. E’ impossibile. O, per lo meno, per entrambe le cose bisogerà attendere almeno fino ai cinquant’anni. Suppongo poi che il varicocele latente che mi sto coltivando con amore da qualche anno e l’insistenza con cui lascio che le radiazioni del cellulare si propaghino libere dalle tasche dei miei pantaloni delatino l’assenza di un qualsiasi istinto paterno. Forse in futuro potrei optare per un’ adozione. Puntare su un giovanotto sulla trentina con una buona posizione nel mercato del lavoro. Ma anche questa mi pare una scelta rischiosa. Ecco, la soluzione perfetta per me potrebbe essere l’affitto. Un figlio in affitto. Ci vorrebbe una bella lenzuolata di liberalizzazioni in proposito. Credo di capire che è con la vecchiaia che si diventa radicali, mentre avevo sempre pensato che fosse una malattia dello sviluppo, come gli orecchioni.

Annunci

Informazioni su Il provocatore occidentale

Derubricatore
Questa voce è stata pubblicata in politica, sfoghi, società e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Radical Chic

  1. Telebolla ha detto:

    Quella della sovrappopolazione me l’ero persa: è esilarante, troppo divertente.
    Per un ritorno dolce ai 2 miliardi.
    Che banda d’imbecilli.
    Io la malattia dei radicali ce l’ho avuta da giovane, poi passa e sei immunizato.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...