Qui Radio Londra

Credo che l’avvento di Ferrara al dopotiggì potrebbe essere un fatto positivo per le sorti del Paese. L’Elefantino è un vero provocatore. Di quelli che, in mancanza di argomenti, la buttano in caciara. E questo al popolino piace parecchio. Vi si appassiona soprattutto quando tira uova in faccia a Benigni, fruga nella monnezza, o si presenta in mutande in un palazzetto milanese. Che poi non si è mica denudato davvero, ha solo esposto un suo paio di boxer, che, per quel che ne sappiamo, avrebbero potuto benissimo essere una vela della barca di D’Alema. Ecco, proprio la figura di D’Alema (e la sua Ombra che sta evidentemente dettandomi questo post…) mi suggerisce un possibile effetto positivo derivante dall’epifania di Ferrara sulla rete ammiraglia. Già perchè Giuliano è si, spesso, uno sterile provocatore, un casinista e, come ci ricorda un’altra illustre firma spettinata, un falso intellettuale che non ha mai scritto un libro in vita sua (e questo, anche a mio parere, è un titolo di merito), ma, allo stesso tempo, si è abilmente costruito nel corso degli anni un’aura da raffinato Richelieu, da fine pensatore, tutto genio e sregolatezza, che gli viene genericamente attribuita. Dai più viene considerato il classico intelligentone e proprio il caso del Líder Máximo ci ha insegnato quanto stiano sulle palle le persone intelligenti, o sospettate di esserlo, alla gran parte degli italiani. Ferrara, con qualche idea originale ed un paio di citazioni orecchiate qua e là, potrebbe per la prima volta ammorbare urbi et orbi la destra italiana con un po’ di snobbismo da salotto romano. E questo al popolino (specie quello verde) proprio non piace. La strategia dell’ostensione dell’antipatico, fallita per marginalità ed eccesso di mandibola da Belpietro, con il direttore del Foglio potrebbe seriamente ritorcesi contro Flaccid Ass, che a passare da snob intelligentone davvero non ci ha mai tenuto. Dopotutto Ferrara è uno specialista nello spaccio di consigli sbagliati. Intrevistato oggi da Repubblica, dichiara: “Non sono il consigliere di Berlusconi. Faccio un giornale, scrivo dei commenti e in questo senso do consigli alla politica. Sono stato consigliere di Veltroni suggerendogli la vocazione maggioritaria e il partito liquido. Sono stato consigliere della Chiesa cattolica tifando per Ratzinger“. Visti gli ottimi risultati ottenuti, è probabile ci sia la longa manus dello Smilzo anche dietro le convocazioni per Sudafrica 2010.

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Informazioni su Il provocatore occidentale

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2 risposte a Qui Radio Londra

  1. Lo Zio ha detto:

    E’ stato per caso anche consigliere del Noto Circolo?

  2. In quel salotto i divani erano fragili…

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