Cervelli da lavare

Lampedusa è come L’Aquila. Sarà il terzo versetto (satanico) della litania sui numerosi successi berlusconiani. Verrà immediatamente dopo la monnezza ed il terremoto. Oggi L’Unto si presenterà sull’isola con il cuore in mano (attenzione al vestuario ad hoc che certamente adotterà), cercando di vendere di nuovo le sue usuratissime pentole. Ci riuscirà anche stavolta. Anche senza il buon vecchio Guido. Soltanto un mese fa, il Presidente del Consiglio Umberto Bossi, in uno dei suoi momenti di provocatoria sincerità kossighiana, confessò: “gli immigrati ci portano voti”. Oggi è invece venuto il tempo del nuovo apprezzatissimo copy “Fora di ball“. Obiettivo: in assenza totale di argomenti, ricompattare le fila di una base (che ormai va ben al di là dei confini elettorali leghisti) abbastanza nauseata dalle frequentazioni marocchine dell’Imbonitore. E’ un perfetto lavoro di squadra tra poliziotto buono e poliziotto cattivo. L’emergenza immigrazione non è un’emergenza, è l’unica cosa realmente preparata, studiata e realizzata con cura da questo Governo inerte, del tutto incapace di proporre un programma alternativo alla paura ed al ripegamento. Le tragedie umanitarie sono il deus ex machina di questa banda di pericolosi ignoranti al potere. Il Ministero della Propaganda fabbricherà news on demand con badilate di rimpatri coatti, immagini dell’isola apparentemente sgomberata, nasconderà i migranti sotto il tappeto ed il successo alle amministrative sarà garantito. Poi, fra qualche tempo, sui blog e sui giornali di opposizione si scoprirà che era tutto un bluff, che non avevano risolto niente, che la notte degli sbarchi c’erano imprenditori legati al vaticano che “ridevano” e allora toccherà sorbirsi pure una puntata di Forum con un lampedusano doc che giurerà solennemente come gli unici stranieri ormai presenti sull’isola siano pallidissimi e danarosi vichinghi. Ci indigneremo fortissimo tra di noi, ma avremo perso un’altra volta.

Update: Ecco, è arrivato. Era in camicia blu senza cravatta (la toglie sempre quando indossa i panni dell’Uomo del fare) ed ha dichiarato: “Prometto una nave sempre a disposizione, fondi straordinari, un piano di rilancio turistico e la moratoria fiscale e previdenziale“.

E poi: “Ho comprato casa qui, sarò anch’io lampedusano“. (E ci porto le troie…)

Infine, l’immancabile colpo ad effetto in chiusura: “In Cdm valuteremo candidatura di Lampedusa a Premio Nobel per la pace“.

Potranno anche bombardare all’infinito, ma a questo punto la colpa è di chi ci casca ancora.

 

 

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7 risposte a Cervelli da lavare

  1. Telebolla ha detto:

    Ottimo post caro provocatore. Gli italiani ci cascheranno ancora e la colpa è loro ed lo è stata sempre; loro e di Giovanardi.

  2. Junio ha detto:

    Oltre a Giovanardi ricordatevi delle responsabilità di Giovanelli……..

  3. Telebolla ha detto:

    Il telegiornale di La7, quella cosa da comunisti diretta da quell’altro addormentato per 15 anni che lavorava in un comitato elettorale e non se n’era mai accorto prima, dava la parola a un giovanotto Lampedusano di belle speranze dopo lo spettacolino di ieri.
    “Ha fatto tante promesse ma io credo che le manterrà come ha fatto a Napoli per la spazzatura”
    In casa mia hanno riso pure la nonna moribonda e la mamma nazi-fascista.
    Tu provocatore parli di cervelli ma qui guarda che non c’è più niente, zero, tabula rasa, è stato spazzato via fino all’ultimo neurone. E permettimi, il popolo italiano non ne aveva molti.

    • Telebolla ha detto:

      Oppure il tipo lo diceva di proposito, in tal caso chapeau!

    • In effetti, trovo abbastanza appropriato, come si è fatto e si sta facendo, evocare la figura dello Zio d’America. Al Nord, pur nell’ignoranza più assoluta, la gelosia e l’attaccamento alla ‘robba’, ai denari, pochi o tanti, accumulati in tempi lontani di vacche grasse, hanno reso più egoisti, ma per questo anche un po’ più accorti, più malfidati. Le ragioni del consenso sono più meditate e strumentali (e forse anche più esposte al vento). Nel Mezzogiorno, invece, il non aver mai avuto nulla da perdere o da difendere ha reso possibile qualsiasi tipo di suggestione messianica. Non gli resta che credere al miracolo ed al salvatore. Se gli tolgono pure quest’illusione, avranno ben poco per cui vivere. Nella povertà prosperano l’ignoranza e le speranze fideistiche irrazionali. Creare ricchezza e benessere per davvero significherebbe perdere il consenso di questa gente. Per cui diamogli il casinò, come agli indiani.

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