De Bello Gallico

Secondo la Lega, che del buttafuori ha proprio la vocazione, e secondo Repubblica, che se c’è da montare la panna ha sempre il frustino in mano, siamo in guerra contro la Francia. O, per lo meno, ci siamo molto vicini. Ovviamente, alla notizia, il mio noto orgoglio patriota s’è subito infiammato. Imbraccio dunque il moschetto e mi avvio sui sentieri digitali per spiare il nemico, mi dico. Internet fortunatamente permette di monitorare il polso delle operazioni belliche, senza scomodare Mata Hari. Così mi reco sulle homepage di LeMonde, Libération, Le Figaro, per capire come questi odiosi mangiarane stiano manipolando la realtà. Sorpresa!  Sgomento! Dalle colonne giacobine, della guerra al Belpaese neanche l’ombra. Non un trafiletto, non un boxino fotografico. Censura! Forse ci temono, i conigli. Cerco quindi testimonianze della tragica realtà su organi neautrali ed esterni alla bagarre transalpina. El País, El Mundo, The Times, The New York Times, Frankfurter Allgemaine. Niente, Rien, Nada, Nothing, Nichts. Allora mi ricordo di quel bel tomo del Franchino, che da qualche giorno pare aver perso il dono della parola, dopo averne abusato oltre ogni decenza. Anche il suo fatidico asse Roma-Gemonio-Berlino non trovò la giusta risonanza da parte dei giornalai demogiudoplutocratici stranieri. Insomma, un piede oltre Ventimiglia, già non ci si fila nessuno. E dire che quest’anno si tornava pure all’Eurofestival. Dev’essere senz’altro un gomblotto globbale. Ripiego allora sui più confortevoli confini interni. Santissimissima Romana Chiesa infatti è sul pezzo. Affronta con il consueto spirito missionario la Grande Invasione e si allea con noialtri contro il perfido nemico gallico: “i negri dan fastidio, ma ce li dobbiamo tenere”. Parole Sante. E chiare, finalmente. Che quando c’era Mosè, con il faac per aprire e chiudere i mari, gli africani mica ce la facevano a lasciare il continente nero. Bei tempi quelli. Poi sono arrivati quei busoni dei romani e tutto è andato a scatafascio. Non si ripeterà, noi non ci arrenderemo! E comunque il latte nostro nun ve lo damo! Vabbè va, beato chi soo fà er sofà.

 

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Una risposta a De Bello Gallico

  1. Fabrizio del Dongo ha detto:

    Speriamo che i cugini transalpini ci liberino alla svelta.
    Che dopo facciamo una nazionale che non ci batte più nessuno, e togliamo sti cazzo di crocifissi che sono dappertutto.

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