Con ottimismo verso la catastrofe

Lo spleen baudelairiano o il male di vivere montaliano hanno smesso d’interessarmi quando avevo quindici anni. La negatività, il lamento ad oltranza mi sono intollerabili. Più passano gli anni, più fatico a sopportare il pessimismo preventivo. Non ho mai sofferto del mito romantico della sconfitta. Del romanticismo, dello sturm und drang mi sono sempre limitato ad utilizzare la parte che faceva rimorchiare. Ma anche questa, passati i brufoli, è svanita come pus al sole.

A miti moderni della sconfitta sportiva come Jean Alesì o Roberto Baggio, ho sempre preferito antipatici vincenti come Michael Shumacher o Alessandro Del Piero. Di Marco Pantani, sono stato un fan sportivo, non un esegeta del mito autodistruttivo. Quando m’imbatto in un biopic sul bello e dannato di turno (uno a caso, tanto hanno più o meno tutti la stessa struttura), mi entusiasmo per la scalata al successo, ma quando arriva l’inesorabile discesa agli inferi, mi deprimo, monta un senso di fastidio che spesso sfocia nel telecomando. Non accetto la sconfitta come catarsi. Mi girano le palle. A me piacciono Ronald Reagan e Michael J Fox, cazzo!

Sono dunque una grandissima merda reazionaria, neoborghese e filofascista? E’ possibile. Certamente sono un miope irresponsabile e difetto di spirito critico.  Anche qui, è certo, ci si da un tono con un po’ di brillante cinismo, di cui in questo paese si abusa (e chi non è in grado di gestirlo farebbe bene ad abbandonarlo), ma il cinismo non centra nulla con la negatività. E’ uno schema interpretativo, non una visione. Un metodo, non una funzione. Si può essere cinicamente positivi. Ho sempre pensato che il pessimismo fosse una conseguenza inevitabile della vecchiaia, come la prostatite. Al contrario, noto come col passare degli anni mi stia capitando esattamente il contrario. E non è che la mia vita proceda spedita sui binari del successo… Fortunatamente anche il virus della coerenza mi è stato risparmiato. Forse mi sono solo rincoglionito prima del tempo. Come Tonino Guerra. Dai Gianni, vieni giù che ti devo massaggiare un po’ i maroni! Tranquillo Gianni, che andrà tutto bene! Non ci pensare al cancro!

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Una risposta a Con ottimismo verso la catastrofe

  1. telebolla ha detto:

    “Good thing about being a pessimist is that you are either bound to be pleasantly surprised, or to be right!”
    Marvin the paranoid android
    (Douglas Noel Adams)

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