La Piazza s’ingrossa

Quando ormai l’aria si stava facendo irrespirabile, essendo il caldo asfissiante il principale elemento giunto in Spagna sulle ali del vento del Nord Africa, le forze di polizia, supportate dalle forze di pulizia, hanno finalmente dato una ragione di unità agli indignati. Questa mattina Plaça Catalunya è stata sgomberata, ufficialmente per ripulire il piscio e confiscare oggetti potenzialmente pericolosi in vista della finalissima di Champions. Si, proprio il partitone è stato il casus belli. Domani sera si prevede infatti parecchia umanità nei pressi del centro e l’ecumenismo di uno schermo gigante non lo si poteva proprio negare. I giovani e meno giovani, punkabbestia e ‘perroflautas‘, hanno però resistito eroicamente e recuperato le posizioni perdute (adeguatamente sterilizzate dalla nettezza urbana) dopo una discreta battaglia. Una bella scaricha di adrenalina che servirà per proseguire convinti con l’occupazione, annunciata almeno fino al 15 di giugno, a conferma che gli indignati hanno ragione: non c’è lavoro. La mia ragazza, esponente di punta dell’anarchismo (qualunquismo, si direbbe in Italia) spagnolo è passata nel giro di poche ore dallo sfottò generazionale, all’appoggio incondizionato e barricadero. Le è bastato individuare lo storico nemico in divisa. Senza gli anti sommossa saremmo infatti come Indiana Jones senza i nazisti. Ho registrato lo stesso fenomeno anche presso moderatissimi e pettinati elettori storici del Partito Socialista, che, di fronte alla Reazione, hanno abbandonato lo scetticismo e risposto presente. Ci voleva, insomma. Per serrare le fila ed aumentare (di parecchio) gli effettivi. Mentre scrivo i vicini alle finestre del borghesissimo quartiere ci stanno dando dentro con le pentole, col risultato di mandarmi il gatto in stato di shock. E’ probabile che stanotte si verifichino nuovi scontri. L’ordine pare quello di liberare il campo prima della finale. Nel frattempo, il PSOE, dopo la batosta più che annunciata ai seggi, si prepara alle primarie nazionali ottenendo la rinuncia alla candidatura giovane e femminile (ma col grave difetto di essere catalana) di Carmen Chacón, l’unico avversario credibile dell’attuale ministro degli interni, l’organicissimo Alfredo Pérez Rubalcaba. Primarie senza candidati quindi, in perfetto stile Pd (prima maniera). Vatti a fidare dei rossi. Se il PP è la densa unione tra ultraliberisti, conservatori nostalgici di Paquito e seguaci dell’Opus Dei, il PSOE è l’elefantiaco partito-stato, che ha governato per 22 dei 30 anni di democrazia. Zapatero gode, da tempo, di una disistima trasversale che manco un Nicola Mancino. Prima di essere investito dal collasso del credito, ha proseguito senza batter ciglio la politica delle casette a go-go, il laicismo esibito come vessillo identitario è finito per diventare pretestuoso, oltre che insufficiente a connotare una linea di governo, ed il merito indiscutibile di aver ridimensionato di molto i partiti indipendentisti ed autonomisti baschi e catalani rischia di rivelarsi effimero. Plaza Catalunya non è Piazza Tahir e non lo sarà mai, ma comincia ad assomigliare a Piazza Syntagma. D’altra parte, ragioni per arrabbiarsi parecchio ce ne sono, anche senza i celerini. Ed in fin dei conti c’erano anche in pieno miracolo economico (fino a quattro anni fa, non cinquanta), quando la ‘democrácia irreal‘ era la stessa di ora, ma si accedeva tutti allegramente al mutuo facile e nessuno si sentiva minacciato dal cetriolo globale. Lo puoi scansare e rimandare, ma prima o poi ti colpisce. E’ ciclico, come le finali di fúsbal, in cui tifo sempre per la stessa squadra, rossa come il demonio.

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Una risposta a La Piazza s’ingrossa

  1. Telebolla ha detto:

    Com’è andata dopo la finale?
    Gli indignados catalani hanno festeggiato la vittoria dell’undici di multimiliardari ?
    Immagino di sì, a dimostrazione di un solido bagaglio ideologico e di una visione economica rivoluzionaria in merito alla redistribuzione delle risorse.
    Daje all’indignado che festeggia il pallone!

    Reazionario e invidioso dei successi sportivi altrui.

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