Amassakoul

Tinariwen

Decido quindi di tornare a spendere qualche soldo per della musica dal vivo. Reggersi in piedi non è più semplice come una volta. Constato che nel frattempo i Tinariwen sono diventati popolarissimi. Il terzomondismo ha trionfato definitivamente, dunque. Me ne rallegro con moderazione. D’altra parte è un po’ che manco dalle scene. Nei salotti ormai mi presentano come il Terrence Malik dell’underground, assente e pretenzioso. Rispetto ad altre occasioni però, posso apprezzare una platea più coerente con lo spettacolo. Non solo squallidi hipster come me, ma anche un buon numero di pakistani, magrebini e perfino veri maliani (con tanto di bandiera rivoluzionaria Tuareg). Minoranze con un potere d’acquisto realmente insospettabile. Si tratta, evidentemente, del risultato di politiche economiche perseguite con tenacia da un’amministrazione locale storicamente attenta alla valorizzazione del piccolo e piccolissimo commercio al dettaglio. Bene. Lo spettacolo comunque risponde alle attese, stirando il concetto di ipnosi sciamanica a livelli mansoniani. Più volte, mentre oscillo, mi domando se non stiano ripetendo la stessa canzone. Verso il finale il dubbio deviene certezza, ma non importa. Consapevoli, come ormai siamo, che il genio alberga nella reiterazione ossessiva. Non importa neppure la clamorosa assenza del concetto di ‘finale’ e che ogni chiusura di pezzo sia un elogio all’anarchia. Davvero non saprei spiegare perchè mi vengono in mente i Ramones. Che non c’entrano nulla. Forse l’altezza media. L’ovazione finale è tutta per il ballerino/animatore in palandrana fucsia, che sfida con la propria sfacciata inutilità una platea profondamente provata da una disoccupazione vorace. Fatto che certifica la completa sospensione della razionalità, cui solo i sacerdoti più consumati possono aspirare. Detto ciò, debbo con rammarico riscontrare come ancora esista chi interpreta un concerto (per giunta a pagamento) come un’occasione utile per fare conversazione. Un concerto funziona come un cinema. Parliamo poi dopo.

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Una risposta a Amassakoul

  1. Bellissimo gruppo. Li vidi in concerto a Sarzana 4 anni fa.
    http://allegriadinubifragi.wordpress.com/

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